Dammuso di Pantelleria

Il Dammuso di Pantelleria è l’abitazione tipica dell’isola di Pantelleria, è di origine araba e si integra perfettamente nel paesaggio dell’isola. Nell’antichità era una struttura rurale utilizzata come ambiente a servizio del terreno agricolo, oggi invece rappresenta, in ambito turistico, la tipologia abitativa più richiesta da chi trascorre le vacanze sull’isola.

Le caratteristiche che rendono famoso e unico il Dammuso vanno ricercate nella capacità che ha la struttura di “affrontare” tre principali problemi di questo territorio: caldo afoso, piogge scarse e vento (non ha caso l’isola è anche chiamata “la figlia del vento”). Detto ciò entriamo nel merito analizzando le caratteristiche tecnologiche del Dammuso di Pantelleria.

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Foto di Giuseppe D’Ancona

Caratteristiche del Dammuso di Pantelleria

Dando un’occhiata alla struttura esterna del Dammuso emergono subito i caratteri principali: il rivestimento in pietra e il tetto a cupola.

I muri del Dammuso

La struttura del Dammuso è costituita da muri portanti a sacco che raggiungono spessori fino a 2 metri. I muri sono costituiti da due file parallele di pietra lavica lavorata a mano sul luogo, le cui pietre sono giuntate fra loro da malta a base di calce. Lo spessore dei muri garantisce un microclima interno ideale rispetto alle condizioni esterne. Infatti, nelle stagioni calde, i muri diventano un ottimo cappotto termico che riduce lo scambio di calore mantenendo l’ambiente fresco. Di inverno, per lo stesso principio, gli ambienti interni sono isolato dal freddo. Inoltre, fra le due file di pietre, si forma una sorta di camera d’aria che crea una ventilazione in questa intercapedine impedendo lo scambio di calore con l’esterno.
La pietra che costituisce il rivestimento esterno è spesso estratta direttamente nel luogo della costruzione per questo mimetizza alla perfezione la struttura con il resto del paesaggio rendendola in armonia con lo stesso.

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Antico Dammuso in parte crollato, dove sono ben visibili gli strati interni dei muri e della copertura

Il tetto di un Dammuso Pantesco

Anche il tetto di un Dammuso rappresenta un sistema tecnologico non di poco conto, per diversi motivi.
La copertura di un Dammuso Pantesco è a cupola principalmente per due ragioni: nell’estradosso, per convogliare l’acqua piovana nella cisterna; nell’intradosso per accumulare in alto, e in un volume ristretto, l’aria calda in modo da mantenere fresco l’ambiente sottostante. Il rivestimento della volta è costituito da un impasto di tufo (calce, scorie vulcaniche e terra) che, applicato secondo una procedura che richiedeva diversi giorni garantiva un’ottima impermeabilizzazione evitando così infiltrazioni d’acqua all’interno. Con il tempo però si creano comunque delle lievi crepe in copertura causate da movimenti di assestamento della struttura e da variazioni termiche, ecco che si notano le cosiddette “ciaccazze”: delle strisce di calce bianca più spesse, in rilievo, che riempiono le fessure. Un lavoro di manutenzione periodica che però mantiene eterne ed immutate le caratteristiche tecnologiche della copertura.

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Foto Instagram @elenapancaldi

Raccolta dell’acqua piovana

Pantelleria è un’isola il cui clima è caratterizzato da scarse piogge per questo le rare volte in cui questo fenomeno si presenta è necessario recuperare più quantità di acqua possibile per conservarla e utilizzarla quando necessario. Ogni Dammuso, per questo, possiede una cisterna nelle immediate vicinanze, li viene convogliata l’acqua piovana raccolta dal tetto.

Lo strato impermeabile delle cisterne è costituito da tufo che garantisce, anche qui, una perfetta impermeabilizzazione ed isolamento dal resto del terreno.

La raccolta dell’acqua piovana non è un compito che spetta solo al tetto del Dammuso, infatti anche la copertura della cisterna, spesso di qualche decina di centimetri più alta del terreno, serve a raccogliere quanta più acqua possibile. Stesso compito svolge l’aia di cui parleremo a breve.

Giardino pantesco, muretti a secco e aia: gli altri elementi del Dammuso di Pantelleria

Del Giardino Pantesco ne avrete sicuramente sentito parlare: a pianta circolare o rettangolare, il Giardino, chiamato anche arabo, è una struttura costituita da un muro a sacco in cui all’interno vi è piantato un solo albero di agrumi. La struttura aveva il solo scopo di proteggere la pianta dalle condizioni climatiche caratterizzate principalmente da forti venti e alte temperature. All’interno, il sistema delle ombre dei muri garantisce condizioni ideali da un punto di vista termico-igrometrico.

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Foto forum.crisis.blogosfere.it

I muretti a secco sono strutture ritrovabili anche in altri territori ma in un’isola come Pantelleria, di origine vulcanica e dominata tutto l’anno dai venti di Maestrale e Scirocco, sono di fondamentale importanza. I muretti a secco hanno principalmente queste funzioni: sostenere i terrazzamenti, perimetrare le proprietà, proteggere la vegetazione. L’isola è piena di muri a secco, ovunque in giro per il territorio, ne troverete chilometri e chilometri!

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L’Aia è un elemento circolare con un basso muretto che ne definisce il perimetro. Situata in prossimità del Dammuso, un tempo, serviva per la battitura delle trebbie del grano. Un asino, attaccato ad un palo al centro, tramite una corda vi ruotava continuamente calpestando il grano. Anch’essa durante l’inverno ha l’importante compito di raccogliere l’acqua piovana e convogliarla dentro la cisterna.

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